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Il nucleare è un settore vicino al tramonto, non è in grado di tenere il passo con l’evoluzione tecnologica e competere con le fonti rinnovabili. E’ quanto sostiene l’ultimo rapporto del Worldwatch Institute, “Nuclear Power in a Post-Fukushima World – 25 Years After the Chernobyl Accident”, commissionato al centro di ricerca mesi prima del disastro nucleare di Fukushima. La conclusione del rapporto sembra essere netta, quindi, anche nei confronti di ipotesi di rinascita dell’energia atomica: “Il ruolo del nucleare è stato in costante diminuzione anche prima della crisi Fukushima. Il disastro renderà la costruzione di nuove centrali nucleari e le estensioni della durata di vita degli impianti attuali ancora più irrealistico”. Nel 2010, per la prima volta, in tutto il mondo l’energia installata con eolico, biomasse, energia da rifiuti ed energia solare ha superato la capacità nucleare installata. Il rapporto evidenzia come gli aumenti annuali della produzione di energia rinnovabile abbiano superato i nuclear start-ups da 15 anni. Secondo il Worldwatch Institute l’energia atomica ha iniziato la propria parabola discendente già dal 1980 e, nel 1990, per la prima volta il numero di reattori arrestati ha superato il numero di avviamenti. Un trend confermato anche dai dati più recenti: all’aprile 2011 risultano in funzione nel mondo 437 reattori nucleari distribuiti in 30 Paesi, 8 in meno rispetto al massimo storico di 444 reattori nel 2002. Quasi 10 anni prima dell’incidente della centrale Fukushima, i reattori avviati sono stati 25, mentre quelli spenti 32, compresi i 6 dell’impianto giapponese ed esclusi i 7 chiusi “provvisoriamente” in Germania dopo gli eventi del Giappone e che secondo il report è improbabile che saranno ripristinati. Nel 2009, le centrali nucleari hanno prodotto 2.558 terawattora di energia elettrica, circa il 2% in meno rispetto al 2008. Il presidente del Worldwatch Institute, Christopher Flavin, commentando i dati del rapporto ha detto: “Nonostante i titoli delle news Usa spesso suggeriscano che è in corso un rinascimento del nucleare, c’è stata una grande sopravvalutazione anche prima dell’11 marzo e il disastro del Giappone farà in modo che i governi e le imprese prendano in considerazione di rivedere i piani di costruzione di nuove centrali nucleari. L’incidente di Three Mile Island ha causato una grossa rivalutazione delle norme della sicurezza nucleare, aumentando drasticamente il costo del nucleare e ponendo fine alla costruzione di centrali nucleari negli Stati Uniti. Per l’industria mondiale dell’atomo, il disastro Fukushima è una storica, se non fatale, battuta d’arresto”. Il rapporto del Worldwatch Institute è un’ulteriore conferma dell’assurdità di reintrodurre il nucleare in Italia a scapito delle energie rinnovabili e all’insegna di un presunto “rinascimento dell’atomo”. Il nucleare sarebbe di fatto per l’Italia un pessimo investimento economico-finanziario, oltre che un attentato alla sicurezza dei cittadini. Intanto Legambiente chiede a Veronesi di lasciare la presidenza dell’Agenzia italiana per la sicurezza nucleare. “E’ improprio e di pessimo gusto che il presidente dell’autorità indipendente sulla sicurezza nucleare faccia propaganda all’energia atomica attraverso la sua fondazione. Umberto Veronesi, che è un grande oncologo, torni a occuparsi di medicina e si dimetta dalla presidenza dell’Agenzia per la sicurezza nucleare”. E’ il commento del presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, al programma dei “Giorni della Scienza” organizzati dalla Fondazione Umberto Veronesi, per ragazzi, insegnanti e famiglie, in collaborazione con il Ministero della Pubblica Istruzione. “Sotto la bandiera della formazione scientifica, molti di questi incontri hanno di fatto promosso l’energia atomica – aggiunge Cogliati Dezza -. Un’operazione profondamente scorretta e del tutto inammissibile ora che si è aperta la campagna referendaria”.
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